Credo che questo post sarà piuttosto lungo, e un po' difficoltoso per me da tirare fuori, ma voglio raccontare una storia, una pagina di vita recente che forse sono riuscita a finire di scrivere un paio di mesi fa, seppure a volte mi sembri che l'inchiosto sbiadisca e le incertezze tornino a farsi vive.
Tutto è iniziato a marzo del 2010, poco dopo che avevo smesso di fumare (con questo non voglio affermare che ci sia una relazione tra i fatti, però il dubbio mi rimane). Pian piano ho iniziato a notare che dopo i pasti mi gonfiavo tantissimo. Seriamente, entravo in pizzeria "normale" e uscivo tipo donna incinta al settimo mese ed era molto imbarazzante. All'epoca il fastidio era più che altro estetico. Dopo l'estate ho fatto il test per le intolleranze alimentari. Non so ancora oggi se mi fido di quel test, ma in effetti ci sono cibi che mi distruggono e me ne rendo conto, hanno un effetto immediato e ingestibile.
Il test è stato una specie di conferma, e così ho eliminato dalla mia dieta il grano e il lievito, e all'inizio era tutto davvero incredibilmente difficile da gestire. Ma poi impariamo e ci adattiamo. In ogni caso dopo il test ho iniziato a seguire una alimentazione super sana, a dimagrire molto e...a stare davvero male. Se prima mi si gonfiava la pancia, ora avevo mal di stomaco molto spesso, e soprattutto dolori e "problemini" intestinali estremamente pesanti...e invalidanti. A novembre del 2010 credevo di avere l'appendicite.E inevece niente per fortuna, o purtroppo. Intanto i mesi passavano, gli impegni con l'università si facevano sempre più difficili da gestire a causa dei dolori, la vita sociale e il tempo libero iniziavano a diventare un miraggio. A volte stavo troppo male per uscire, altre volte non avevo neanche voglia. Mi stancavo talmente che non mi rimaneva la forza di divertirmi.
Poi è arrivato febbraio del 2011, e c'è stato un declino pazzesco. Sotto esami non sono riuscita ad alzarmi per 3 giorni dal letto a causa di quel dannato dolore simil-appendicite. Inoltre non riuscivo quasi più a mangiare, perchè subito dopo i pasti iniziava la staffetta alla toilette...così sono andata dal primo gastroenterologo, che mi ha letteralmente rigirata come un calzino: ho fatto esami del sangue di qualsiasi genere (e non solo del sangue), breath test per l'helicobacter e poi dei raggi in cui ho dovuto ingerire il bario e stare a farmi fotografare l'intestino per ore. Vi assicuro che andare in giro per ospedali fa sentire malati, anche quando non lo si è. Ma si entra in una specie di mentalità da malato, e tutto inizia a ruotare intorno al proprio malessere fisico, come se fosse un eterno presente senza prospettiva.
Tra l'altro il gastroenterologo non mi aveva detto su cosa faceva accertamenti, e io l'ho trovato da sola su internet, e mi è preso un infarto. Sospettava avessi una MICI, e non ho proprio voglia di spiegare cosa sia ma in rete ci sono molti siti in cui se ne parla. Sono malattie che ti porti dietro tutta la vita. Per fortuna dagli esami, e qui eravamo a maggio, non era uscito nulla. Me la sono cavata con delle pastiglie, un disinfettante gastroenterico e dei fermenti lattici. Dopo 3 giorni stavo benissimo. Dopo una settimana peggio di prima. Ma il medico era irreperibile in quel periodo e io ne avevo fin sopra i capelli.
Per fortuna una persona meravigliosa di nome Denise mi ha dato il nome di un medico estremamente competente.
Nel frattempo, in tutto questo ho seguito i laboratori obbligatori all'università, gli ultimi corsi per gli ultimi esami, ho fatto uno stage di ricerca per scrivere la tesi che prevedeva di andare scuole a somministrare test, ho fatto inserimenti di dati, incontri con la mia relatrice e le altre ragazze che seguivano lo stesso progetto, ricerche serali sui siti di articoli scientifici per trovare qualcosa di bello per la tesi, e questa è solo una piccola parte...non mi potevo arrendere, non potevo fermarmi, sentivo che se mi fossi fermata mi sarei ammalata davvero. Così mi aggiravo per l'università come un fantasma nella mia ampolla di paura e vedevo la realtà con un grande distacco, mentre tutti mi dicevano: "Come stai bene!" "Come sei dimagrita!" " Hai quasi finito? Come sei fortunata! Come ti invidio!" e non avevo neanche la forza di rabbrividire sentendo queste parole, ero piegata in due dal dolore e sorridevo. Sorridevo. Sorridevo perchè quando ero una ragazzina avevo perso il sorriso e non potevo permettermi di nuovo lo stesso errore, ora che il sorriso lo avevo eccome. Ma sorridere quando si è terrorizzati non è sempre facile.
Alla fine sono andata dal nuovo medico e mi sono trovata benissimo, è un uomo veramente competente, umano, gentile, empatico. Molto paterno.
Anche lui mi ha fatto rifare gli stessi esami ma purtroppo ne ho dovuto fare uno in più molto invasivo per escludere il sospetto iniziale, che pure lui aveva visti i miei maledetti sintomi. Ho sopportato quell'esame solo grazie alla dolcezza delle infermiere e a un ipnotico potentissimo che poi mi ha fatto dormire per più di di 14 ore di fila. Ricordo i giorni precedenti l'esame come in un sogno, come se parlassi di qualcuno che non sono io...per fortuna ho avuto in particolare due amiche meravigliose che mi sono state accanto, la mia famiglia e M., che mi hanno sopportato e supportato. Stare a digiuno per 24 ore (e questa è la parte meno pesante della preparazione), con tutte le paure del caso, non sarebbe possibile se non si fosse in un ambiente pieno d'amore.
L'idea di non poter fare più le cose di tutti i giorni mi uccideva, l'idea di stare così per sempre...era davvero insopportabile. Mi chiedevo come un uomo avrebbe potuto pensare di costruire un futuro con una persona come ero diventata io, mi chiedevo come avrei potuto lavorare normalmente, dopo 5 anni di studio, dopo tanta fatica, sacrifici e scelte difficili. Mi chiedevo quale futuro mi aspettava, dato che tutto dipendeva sempre dal mio mal di pancia.
Ma alla fine non c'era quello che sospettavano, e credo che averlo scoperto sia stato uno dei doni più grandi che mi abbiano mai fatto. Così hanno provato a curare la mia infiammazione all'ileo (cioè una porzione di intestino) ma le uniche pastiglie che potrei prendere mi fanno alzare molto la pressione, e allora ho iniziato a controllare bene la dieta e sembra funzionare. C'era stato un sospetto di celiachia ma non mi hanno fatto approfondimenti, comunque non mangio cibi contenenti glutine perchè mi danno troppo fastidio, e il problema è risolto, almeno sotto quel punto di vista. Adesso la mia vita è di nuovo normale, di una normalità bellissima, anche se a volte il dolore torna a farmi visita. Però cerco di non cedere più alla paura. Faccio buon viso a cattivo gioco, vado a dormire un po' prima la sera, mangio più leggero e penso che tuttavia non è poi così male.
Nel frattempo ho imparato tante cose belle, ho imparato a non dare nulla per scontato, ad apprezzare ogni attimo, ogni sapore e ogni profumo, a rendermi conto di quanto sia speciale la nostra vita quotidiana. Di quanto sia bello poter prendere l'autobus. Poter girare liberamente nell'atrio della facoltà. Poter decidere di mangiare una fetta di torta fatta in casa e poi poter uscire e fare ciò che si aveva in programma. Potersi godere una giornata di sole e ridere, ridere con gli amici.
Ho imparato che non si deve mai rinunciare ai sogni e ai progetti, che bisogna lottare con tutte le proprie forze.
E che la grandezza dei problemi dipende spesso solo dalla prospettiva da cui noi guardiamo, a volte i problemi sono solo opportunità.
Ho imparato anche che è vietato giudicare il comportamento delle persone senza sapere cosa c'è dietro, anche se le persone sembrano serene e fortunate. Ci sono malattie subdole che non si fanno vedere, ma che sono tremendamente dolorose...allora prima di giudicare sarebbe opportuno capire.
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