Ieri facevo una restituzione degli screening con la mia responsabile del tirocinio in una scuola di infanzia.
In breve, alla restituzione si segnalano alle maestre quei bambini che hanno problemi dell'area metafonologica (cioè saper fare le rime, riconoscere i suoni e distinguerli, saper sillabare, tutti requisiti fondamentali per imparare a leggere) e nell'area visuospaziale e grafica ( si indaga ad esempio come il bambino impugna i colori per capire come se la caverà con la scrittura e si valuta la gestione dello spazio e la capacità di copiare). Di solito ci si concentra sui bambini potenzialmente a rischio, anche perchè lo screeening si fa proprio per questo così da pianificare interventi in modo da recuperare la difficoltà o iniziare ad arginare il potenziale disturbo.
Ieri però abbiamo anche parlato di un bambino molto brillante con la maestra di cui sopra, ci ha raccontato che il bimbo in questione a volte si annoia e si stufa e se la prende con lei, le dice che la odia e non la sopporta. Così lei mantiene la calma, lo guarda e gli dice: "Io invece ti voglio bene". Lui sbuffa un po'. Poi sorride, la abbraccia e le dice: "Scherzavo, ti voglio bene anch'io!"
Ecco, quella donna è una maestra di vita.
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