martedì 22 maggio 2012

C'era una volta l'alluvione.

Il terremoto emiliano mi ha riportato alla mente l'alluvione che ha colpito Genova lo scorso novembre, con tutte le sue conseguenze tragiche, che conosciamo bene.
Eppure, credo che in quell'occasione sia successo qualcosa di meraviglioso: le persone si sono unite, sono scese nelle strade per essere solidali con chi era stato colpito, senza chiedere nulla in cambio, perchè il vero guadagno era la rinascita della città; tutti insieme eravamo finiti nel fango e tutti insieme ne siamo usciti.
Mi ricordo di quel pomeriggio in cui sono partita di casa con i miei scarponcini da montagna, una vecchia felpa e un paio di jeans sgualciti che non usavo da tempo. Sono uscita e sono andata a cercare un posto dove ci fosse bisogno di me. Bastava tendere una mano, chiedere "Avete bisogno qui?" e detto fatto ti trovavi una pala in mano e potevi inziare a fare qualcosa, qualcosa di forte e concreto.
Ho imparato tanto in quei giorni, perchè c'era lavolontà di tirarsi su e di non piegarsi alle circostanze, perchè tutti insieme ce la potevamo fare. Alcuni sono rimasti a casa a lamentarsi, tanti si sono messi a disposizione della collettività e hanno risolto il problema. In pochi giorni Genova, seppure ancora immersa nel dolore, brillava più di prima. Cento chili per un uomo solo sono molto pesanti, ma per cento uomini sono leggerissimi, da portare...
E' curioso che siano passati più di sei mesi e il sottopassaggio di Piazza della Vittoria, l'unico che non è stato reso accessibile alla cittadinanza per essere pulito, sia tutt'ora inagibile. E' curioso perchè il comune ha (avrebbe?) gli strumenti per rimettere tutto a posto in brevissimo tempo. Questo non vi fa pensare?