Ieri avevo un incontro con le maestre di una scuola d'infanzia dove abbiamo fatto lo screening e sono uscite alcune considerazioni interessanti: pare che il modo di apprendere dei bambini sia cambiato o comunque fanno molta difficoltà in cose che per noi erano scontate e semplici, ad esempio colorare. Si annoiano, e dalle elementari hanno bisogno di molti stimoli, molto prbabilmente perchè sono abituati a giocare al DS, alla Play e così via. Ma questo, al di là dell'apprendimento scolastico, che implicazioni ha? I giochi di "ieri" ci preparavano ai ruoli futuri, tant'è vero che oggi vediamo un sacco di "Barbie" in carne ed ossa, poichè il modello dell'infanzia è stato quello. Del resto negli anni '80, mentre le donne faticosamente cercavano di affermarsi, le Barbie avevano mille ruoli diverse...come siamo noi oggi.
Ma i videogiochi? Mantengono l'attenzione tramite stimoli che passano attraverso diversi canali (uditivo, visivo, tattile) e hanno un ritmo molto elevato, veloce, adrenalinico. Preparano a che cosa? Preparano a una vita priva di ritmi scelti dall'individuo, ritmi imposti dall'esterno, pieni di suoni, voci, colori, il tutto estremamente caotico e sfidante. Purtroppo temo che questi futuri adulti perderanno il gusto della lentezza, del prendersi il proprio tempo, del riconoscere il proprio tempo. Ricordo che io passavo ore a disegnare (ma io sono sempre stata piuttosto tranquilla per carattere)....era meraviglioso. E oggi mi gusto il mio ritmo e la mia lentezza, forse sono una dei pochi, non so. Sarebbe bello riuscire a passare questo, ai bambini.
Pensieri e parole di una donna che ha scoperto che la felicità non è la meta, ma l'intero cammino.
martedì 27 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
Sull'Esame di Stato
Alla fine ho ceduto, e per l'EdS ho comprato il Moderato-Rovetto. L'ho sfogliato e ho già iniziato a leggerlo, mi sembra veramente ben fatto. Non credo che prenderò anche la parte sulla pratica, già il prezzo del primo volume non è proprio basso...in ogni caso, d'ora in poi le mappe si baseranno su questo testo.
Mi auguro che possa essere utile a chiunque dovrà affrontare L'EdS!
Mi auguro che possa essere utile a chiunque dovrà affrontare L'EdS!
domenica 18 marzo 2012
Muffin al profumo di arancia
"Domani è lunedì! Con cosa farò colazione questa settimana?" Ecco il mio classico dilemma della domenica sera. Ed allora ecco qui una ricetta nuova nuova e riadattata per le mie esigenze (la ricetta è gluten-free).
Ingredienti:
200 gr di zucchero
380 gr di farina di riso
250 ml di latte ad alta digeribilità
2 uova intere e un tuorlo
180 gr di burro
La buccia grattugiata di un'arancia
Un pizzico di sale
Un pizzico di bicarbonato
12 gr di lievito bio di cremor tartaro
Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e quando sarà molto morbido mescolatelo con lo zucchero, usando uno sbattitore elettrico per aiutarvi.
La crema ottenuta deve essere morbidissima e bianca. Grattugiate la buccia di un'arancia profumata e continuate a mescolare.
Aggiungete il pizzico di sale e continuate a mescolare. A questo punto in un contenitore separato mescolate le uova con il latte e poi unite lentamente al composto di zucchero e burro.
Setacciate la farina e aggiungetela sempre mescolando, e infine incorporate il lievito e il bicarbonato. L'impasto dovrà essere molto gonfio e liscio.
Ora prendete lo stampo per i muffin (se lo avete) e inserite e i pirottini oppure fate come me e usate una teglia, con i pirottini ben adiacenti l'uno all'altro in modo che i muffin rimangano comunque al loro interno senza debordare quando lievitano: l'effetto estetico non è lo stesso, ovviamente usando lo stampo vengono molto più belli, ma a me va bene anche così! Aiutatevi con un cucchiaio per riempire i pirottini. Io ho messo circa due cucchiai di impasto per ogni pirottino.
Infornate a 180° per 20-25 minuti e quando saranno pronti lasciateli ancora 5 minuti in forno a sportello aperto.
Ed eccoli qui pronti, se avessi lo stampo sarebbero proprio perfetti!
Buona colazione del lunedì e buona settimana a tutti!
(QUI potete trovare la ricetta originale alla quale mi sono ispirata)
Ingredienti:
200 gr di zucchero
380 gr di farina di riso
250 ml di latte ad alta digeribilità
2 uova intere e un tuorlo
180 gr di burro
La buccia grattugiata di un'arancia
Un pizzico di sale
Un pizzico di bicarbonato
12 gr di lievito bio di cremor tartaro
Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e quando sarà molto morbido mescolatelo con lo zucchero, usando uno sbattitore elettrico per aiutarvi.
La crema ottenuta deve essere morbidissima e bianca. Grattugiate la buccia di un'arancia profumata e continuate a mescolare.
Aggiungete il pizzico di sale e continuate a mescolare. A questo punto in un contenitore separato mescolate le uova con il latte e poi unite lentamente al composto di zucchero e burro.
Setacciate la farina e aggiungetela sempre mescolando, e infine incorporate il lievito e il bicarbonato. L'impasto dovrà essere molto gonfio e liscio.
Ora prendete lo stampo per i muffin (se lo avete) e inserite e i pirottini oppure fate come me e usate una teglia, con i pirottini ben adiacenti l'uno all'altro in modo che i muffin rimangano comunque al loro interno senza debordare quando lievitano: l'effetto estetico non è lo stesso, ovviamente usando lo stampo vengono molto più belli, ma a me va bene anche così! Aiutatevi con un cucchiaio per riempire i pirottini. Io ho messo circa due cucchiai di impasto per ogni pirottino.
Infornate a 180° per 20-25 minuti e quando saranno pronti lasciateli ancora 5 minuti in forno a sportello aperto.
Ed eccoli qui pronti, se avessi lo stampo sarebbero proprio perfetti!
Buona colazione del lunedì e buona settimana a tutti!
(QUI potete trovare la ricetta originale alla quale mi sono ispirata)
venerdì 16 marzo 2012
Maestra della scuola d'infanzia o maestra di vita?
Ieri facevo una restituzione degli screening con la mia responsabile del tirocinio in una scuola di infanzia.
In breve, alla restituzione si segnalano alle maestre quei bambini che hanno problemi dell'area metafonologica (cioè saper fare le rime, riconoscere i suoni e distinguerli, saper sillabare, tutti requisiti fondamentali per imparare a leggere) e nell'area visuospaziale e grafica ( si indaga ad esempio come il bambino impugna i colori per capire come se la caverà con la scrittura e si valuta la gestione dello spazio e la capacità di copiare). Di solito ci si concentra sui bambini potenzialmente a rischio, anche perchè lo screeening si fa proprio per questo così da pianificare interventi in modo da recuperare la difficoltà o iniziare ad arginare il potenziale disturbo.
Ieri però abbiamo anche parlato di un bambino molto brillante con la maestra di cui sopra, ci ha raccontato che il bimbo in questione a volte si annoia e si stufa e se la prende con lei, le dice che la odia e non la sopporta. Così lei mantiene la calma, lo guarda e gli dice: "Io invece ti voglio bene". Lui sbuffa un po'. Poi sorride, la abbraccia e le dice: "Scherzavo, ti voglio bene anch'io!"
Ecco, quella donna è una maestra di vita.
In breve, alla restituzione si segnalano alle maestre quei bambini che hanno problemi dell'area metafonologica (cioè saper fare le rime, riconoscere i suoni e distinguerli, saper sillabare, tutti requisiti fondamentali per imparare a leggere) e nell'area visuospaziale e grafica ( si indaga ad esempio come il bambino impugna i colori per capire come se la caverà con la scrittura e si valuta la gestione dello spazio e la capacità di copiare). Di solito ci si concentra sui bambini potenzialmente a rischio, anche perchè lo screeening si fa proprio per questo così da pianificare interventi in modo da recuperare la difficoltà o iniziare ad arginare il potenziale disturbo.
Ieri però abbiamo anche parlato di un bambino molto brillante con la maestra di cui sopra, ci ha raccontato che il bimbo in questione a volte si annoia e si stufa e se la prende con lei, le dice che la odia e non la sopporta. Così lei mantiene la calma, lo guarda e gli dice: "Io invece ti voglio bene". Lui sbuffa un po'. Poi sorride, la abbraccia e le dice: "Scherzavo, ti voglio bene anch'io!"
Ecco, quella donna è una maestra di vita.
mercoledì 14 marzo 2012
Amicizie...come stelle comete
Amicizie che passano lungo la strada della tua vita e lasciano il segno. Purtroppo poi capita di doversi separare, ma non sempre per motivi negativi, e questa è una cosa buona. Accetti più facilmente una separazione se sai che dall'altra parte la persona ne gioverà.
A volte si incontrano persone che hanno un valore inestimabile, che riescono a insegnarti qualcosa sempre, in ogni situazione. Che migliorano la tua mente, e il modo in cui guardi il mondo. Lo fanno in modo spontaneo, senza chiedere nulla in cambio. Ma sono persone rare.
A me è capitato di incontrare un'amica così, all'università. Abbiamo condiviso tanti esami, tante pause caffè, tanti momenti di studio e svago, ci siamo sostenute e divertite, ed è nato un grande affetto e un grande legame. Abbiamo condiviso una passione per lo studio compresa da pochi, credo. Una persona talmente genuina e dalla mente così brillante... difficile non sentirne la mancanza nella vita di tutti i giorni.
Le nostre strade si sono divise prima della fine dell'università e sono felice che lei abbia fatto determinate scelte, perchè in questa città non avrebbe trovato di sicuro ciò che merita. A volte penso che comunque ci saremmo viste meno anche solo per gli impegni del tirocinio. Allora mi piace ripensare a tutte le cose belle che abbiamo condiviso. Mi piace anche pensare che un giorno potremo di nuovo condividere la strada, chissà...a volte la vita ti fa sorprese che non ti aspetti!
A volte si incontrano persone che hanno un valore inestimabile, che riescono a insegnarti qualcosa sempre, in ogni situazione. Che migliorano la tua mente, e il modo in cui guardi il mondo. Lo fanno in modo spontaneo, senza chiedere nulla in cambio. Ma sono persone rare.
A me è capitato di incontrare un'amica così, all'università. Abbiamo condiviso tanti esami, tante pause caffè, tanti momenti di studio e svago, ci siamo sostenute e divertite, ed è nato un grande affetto e un grande legame. Abbiamo condiviso una passione per lo studio compresa da pochi, credo. Una persona talmente genuina e dalla mente così brillante... difficile non sentirne la mancanza nella vita di tutti i giorni.
Le nostre strade si sono divise prima della fine dell'università e sono felice che lei abbia fatto determinate scelte, perchè in questa città non avrebbe trovato di sicuro ciò che merita. A volte penso che comunque ci saremmo viste meno anche solo per gli impegni del tirocinio. Allora mi piace ripensare a tutte le cose belle che abbiamo condiviso. Mi piace anche pensare che un giorno potremo di nuovo condividere la strada, chissà...a volte la vita ti fa sorprese che non ti aspetti!
martedì 13 marzo 2012
More maps
Buonasera a tutti! Sto continuando a sintetizzare gli argomenti per
l'EdS. Sono un po' perplessa sul testo che sto usando (che poi è quello
di psicologia generale del primo anno)...mi sembra un pochino superficiale. Tutto sommato però credo vada bene, non penso sia utile approfondire ogni argomento come sono abituata a fare di solito.
Inserisco qualche mappa nuova nuova:
- ancora un po' di introduzione alla psicologia
- basi biologiche (mi sa che è un di più, però non mi è spiaciuto ripassare qualcosina. La mappa dove parlo del potenziale d'azione è parecchio superficiale e andrebbe letta insieme a un testo, non mi sono soffermata molto sull'argomento...)
- introduzione allo sviluppo.
Come sempre...enjoy!
Inserisco qualche mappa nuova nuova:
- ancora un po' di introduzione alla psicologia
- basi biologiche (mi sa che è un di più, però non mi è spiaciuto ripassare qualcosina. La mappa dove parlo del potenziale d'azione è parecchio superficiale e andrebbe letta insieme a un testo, non mi sono soffermata molto sull'argomento...)
- introduzione allo sviluppo.
Come sempre...enjoy!
Le crespelle della Simy
Vi presento una ricetta che ho preparato a Natale, negli ultimi due anni. Visto che non posso deliziarmi con lasagne e cannelloni, ecco una ricetta super sfiziosa e Simy-friendly, senza farina di grano!
Ingredienti (per 6 persone):
100 gr di farina di riso
30 gr di fecola di patate
2 uova
5 dl di latte
400 gr di fagiolini
600 gr di patate
100 gr di pesto (se è non fatto in casa, rigorosamente Novella!)
60 gr di burro
noce moscata
sale
pepe
Lessate le patate, fatele raffreddare, pelatele e tagliatele a fette. Pulite i fagiolini e lessateli in acqua bollente salata per circa 10 minuti; scolateli e tagliateli a tocchetti.
Per le crespelle: mescolate le uova con 100 gr di farina di riso, diluite con 1,5 dl di latte (io uso quello ad alta digeribilità, guarda caso...), salate, pepate e fate riposare la pastella per 30 minuti, coperta con un canovaccio nel contenitore dove l'avete preparata. Cuocete le crespelle in un padellino spennellato con poco burro, formando tanti dischi di diametro poco inferiore allo stampo prescelto, che vi servirà per cuocere in forno la vostra torta di crespelle.
Per la besciamella: usate 30 gr di burro, la fecola di patate e il latte rimasto, sale e noce moscata. Viene molto più delicata che con la farina normale ed è gluten-free.
Foderate lo stampo prescelto con carta da forno imburrata e sistemate le crespelle a strati alternandole con il pesto, le patate, la besciamella e i fagiolini.
Cuocete il tortino in forno a 180° per 25 minuti coperto con un foglio di alluminio e per 5 minuti scoperto.
Buon appetito!
Intolleranti al grano...golosi e felici!
Ingredienti (per 6 persone):
100 gr di farina di riso
30 gr di fecola di patate
2 uova
5 dl di latte
400 gr di fagiolini
600 gr di patate
100 gr di pesto (se è non fatto in casa, rigorosamente Novella!)
60 gr di burro
noce moscata
sale
pepe
Lessate le patate, fatele raffreddare, pelatele e tagliatele a fette. Pulite i fagiolini e lessateli in acqua bollente salata per circa 10 minuti; scolateli e tagliateli a tocchetti.
Per le crespelle: mescolate le uova con 100 gr di farina di riso, diluite con 1,5 dl di latte (io uso quello ad alta digeribilità, guarda caso...), salate, pepate e fate riposare la pastella per 30 minuti, coperta con un canovaccio nel contenitore dove l'avete preparata. Cuocete le crespelle in un padellino spennellato con poco burro, formando tanti dischi di diametro poco inferiore allo stampo prescelto, che vi servirà per cuocere in forno la vostra torta di crespelle.
Per la besciamella: usate 30 gr di burro, la fecola di patate e il latte rimasto, sale e noce moscata. Viene molto più delicata che con la farina normale ed è gluten-free.
Foderate lo stampo prescelto con carta da forno imburrata e sistemate le crespelle a strati alternandole con il pesto, le patate, la besciamella e i fagiolini.
Cuocete il tortino in forno a 180° per 25 minuti coperto con un foglio di alluminio e per 5 minuti scoperto.
Buon appetito!
Intolleranti al grano...golosi e felici!
lunedì 12 marzo 2012
Ecco a voi le prime mappe
Ho iniziato stasera a usare un programma molto carino che gira su Linux, si chiama Labyrinth, serve per creare mappe concettuali ed è estremamente semplice da usare.
Così ho iniziato le mappe pro-EdS, e le carico subito!
Sono decisamente sintetiche e prevedono che ci sia stato uno studio ben fatto prima. Servono più che altro per ripassare!
Per adesso ho iniziato con un po' di storia della psicologia. Sono le primissime quindi è proprio poco materiale, ma da qualche parte si deve pur iniziare. Enjoy!
Così ho iniziato le mappe pro-EdS, e le carico subito!
Sono decisamente sintetiche e prevedono che ci sia stato uno studio ben fatto prima. Servono più che altro per ripassare!
Per adesso ho iniziato con un po' di storia della psicologia. Sono le primissime quindi è proprio poco materiale, ma da qualche parte si deve pur iniziare. Enjoy!
domenica 11 marzo 2012
Condividiamo!
A giugno, se riesco, vorrei fare l'Esame di Stato...tutto dipende da quanto tempo libero mi lascerà il tirocinio. Ovviamente dovrei mettermi a studiare, un po' ho già iniziato, ma con poca continuità e con molta stanchezza. Non è certo il modo e il ritmo con il quale sono abituata a studiare!
Così mi sono detta che potrei farmi delle belle mappe concettuali su ogni argomento, specie per il tema, che è la prova che trovo più ostica. E perchè non condividerle? Insomma, la conoscenza è il potere che ognuno di noi ha, ed è meravigliosa l'idea di renderla fruibile per tutti. Cooperazione e condivisione, questo è ciò che serve in questo mondo!
Ho deciso quindi che appena inizierò, caricherò qui le mappe così ognuno potrà utilizzarle.
Vi chiedo solo di citare sempre la fonte se le riutilizzate e condividete. Adesso devo solo decidere come impoastare il lavoro...sperando di trovare qualche buon programma per le mappe che sia libero, oppure mi toccherà farle in writer.
Il pensiero è libero...la condivisione è caldamente raccomandata ;)
( I post contenenti i materiali verranno tutti raggruppati sotto l'etichetta EdS, così da essere più facilmente consultabili. )
A presto!
Così mi sono detta che potrei farmi delle belle mappe concettuali su ogni argomento, specie per il tema, che è la prova che trovo più ostica. E perchè non condividerle? Insomma, la conoscenza è il potere che ognuno di noi ha, ed è meravigliosa l'idea di renderla fruibile per tutti. Cooperazione e condivisione, questo è ciò che serve in questo mondo!
Ho deciso quindi che appena inizierò, caricherò qui le mappe così ognuno potrà utilizzarle.
Vi chiedo solo di citare sempre la fonte se le riutilizzate e condividete. Adesso devo solo decidere come impoastare il lavoro...sperando di trovare qualche buon programma per le mappe che sia libero, oppure mi toccherà farle in writer.
Il pensiero è libero...la condivisione è caldamente raccomandata ;)
( I post contenenti i materiali verranno tutti raggruppati sotto l'etichetta EdS, così da essere più facilmente consultabili. )
A presto!
giovedì 8 marzo 2012
Non tutti i brutti ricordi sono da buttare
Credo che questo post sarà piuttosto lungo, e un po' difficoltoso per me da tirare fuori, ma voglio raccontare una storia, una pagina di vita recente che forse sono riuscita a finire di scrivere un paio di mesi fa, seppure a volte mi sembri che l'inchiosto sbiadisca e le incertezze tornino a farsi vive.
Tutto è iniziato a marzo del 2010, poco dopo che avevo smesso di fumare (con questo non voglio affermare che ci sia una relazione tra i fatti, però il dubbio mi rimane). Pian piano ho iniziato a notare che dopo i pasti mi gonfiavo tantissimo. Seriamente, entravo in pizzeria "normale" e uscivo tipo donna incinta al settimo mese ed era molto imbarazzante. All'epoca il fastidio era più che altro estetico. Dopo l'estate ho fatto il test per le intolleranze alimentari. Non so ancora oggi se mi fido di quel test, ma in effetti ci sono cibi che mi distruggono e me ne rendo conto, hanno un effetto immediato e ingestibile.
Il test è stato una specie di conferma, e così ho eliminato dalla mia dieta il grano e il lievito, e all'inizio era tutto davvero incredibilmente difficile da gestire. Ma poi impariamo e ci adattiamo. In ogni caso dopo il test ho iniziato a seguire una alimentazione super sana, a dimagrire molto e...a stare davvero male. Se prima mi si gonfiava la pancia, ora avevo mal di stomaco molto spesso, e soprattutto dolori e "problemini" intestinali estremamente pesanti...e invalidanti. A novembre del 2010 credevo di avere l'appendicite.E inevece niente per fortuna, o purtroppo. Intanto i mesi passavano, gli impegni con l'università si facevano sempre più difficili da gestire a causa dei dolori, la vita sociale e il tempo libero iniziavano a diventare un miraggio. A volte stavo troppo male per uscire, altre volte non avevo neanche voglia. Mi stancavo talmente che non mi rimaneva la forza di divertirmi.
Poi è arrivato febbraio del 2011, e c'è stato un declino pazzesco. Sotto esami non sono riuscita ad alzarmi per 3 giorni dal letto a causa di quel dannato dolore simil-appendicite. Inoltre non riuscivo quasi più a mangiare, perchè subito dopo i pasti iniziava la staffetta alla toilette...così sono andata dal primo gastroenterologo, che mi ha letteralmente rigirata come un calzino: ho fatto esami del sangue di qualsiasi genere (e non solo del sangue), breath test per l'helicobacter e poi dei raggi in cui ho dovuto ingerire il bario e stare a farmi fotografare l'intestino per ore. Vi assicuro che andare in giro per ospedali fa sentire malati, anche quando non lo si è. Ma si entra in una specie di mentalità da malato, e tutto inizia a ruotare intorno al proprio malessere fisico, come se fosse un eterno presente senza prospettiva.
Tra l'altro il gastroenterologo non mi aveva detto su cosa faceva accertamenti, e io l'ho trovato da sola su internet, e mi è preso un infarto. Sospettava avessi una MICI, e non ho proprio voglia di spiegare cosa sia ma in rete ci sono molti siti in cui se ne parla. Sono malattie che ti porti dietro tutta la vita. Per fortuna dagli esami, e qui eravamo a maggio, non era uscito nulla. Me la sono cavata con delle pastiglie, un disinfettante gastroenterico e dei fermenti lattici. Dopo 3 giorni stavo benissimo. Dopo una settimana peggio di prima. Ma il medico era irreperibile in quel periodo e io ne avevo fin sopra i capelli.
Per fortuna una persona meravigliosa di nome Denise mi ha dato il nome di un medico estremamente competente.
Nel frattempo, in tutto questo ho seguito i laboratori obbligatori all'università, gli ultimi corsi per gli ultimi esami, ho fatto uno stage di ricerca per scrivere la tesi che prevedeva di andare scuole a somministrare test, ho fatto inserimenti di dati, incontri con la mia relatrice e le altre ragazze che seguivano lo stesso progetto, ricerche serali sui siti di articoli scientifici per trovare qualcosa di bello per la tesi, e questa è solo una piccola parte...non mi potevo arrendere, non potevo fermarmi, sentivo che se mi fossi fermata mi sarei ammalata davvero. Così mi aggiravo per l'università come un fantasma nella mia ampolla di paura e vedevo la realtà con un grande distacco, mentre tutti mi dicevano: "Come stai bene!" "Come sei dimagrita!" " Hai quasi finito? Come sei fortunata! Come ti invidio!" e non avevo neanche la forza di rabbrividire sentendo queste parole, ero piegata in due dal dolore e sorridevo. Sorridevo. Sorridevo perchè quando ero una ragazzina avevo perso il sorriso e non potevo permettermi di nuovo lo stesso errore, ora che il sorriso lo avevo eccome. Ma sorridere quando si è terrorizzati non è sempre facile.
Alla fine sono andata dal nuovo medico e mi sono trovata benissimo, è un uomo veramente competente, umano, gentile, empatico. Molto paterno.
Anche lui mi ha fatto rifare gli stessi esami ma purtroppo ne ho dovuto fare uno in più molto invasivo per escludere il sospetto iniziale, che pure lui aveva visti i miei maledetti sintomi. Ho sopportato quell'esame solo grazie alla dolcezza delle infermiere e a un ipnotico potentissimo che poi mi ha fatto dormire per più di di 14 ore di fila. Ricordo i giorni precedenti l'esame come in un sogno, come se parlassi di qualcuno che non sono io...per fortuna ho avuto in particolare due amiche meravigliose che mi sono state accanto, la mia famiglia e M., che mi hanno sopportato e supportato. Stare a digiuno per 24 ore (e questa è la parte meno pesante della preparazione), con tutte le paure del caso, non sarebbe possibile se non si fosse in un ambiente pieno d'amore.
L'idea di non poter fare più le cose di tutti i giorni mi uccideva, l'idea di stare così per sempre...era davvero insopportabile. Mi chiedevo come un uomo avrebbe potuto pensare di costruire un futuro con una persona come ero diventata io, mi chiedevo come avrei potuto lavorare normalmente, dopo 5 anni di studio, dopo tanta fatica, sacrifici e scelte difficili. Mi chiedevo quale futuro mi aspettava, dato che tutto dipendeva sempre dal mio mal di pancia.
Ma alla fine non c'era quello che sospettavano, e credo che averlo scoperto sia stato uno dei doni più grandi che mi abbiano mai fatto. Così hanno provato a curare la mia infiammazione all'ileo (cioè una porzione di intestino) ma le uniche pastiglie che potrei prendere mi fanno alzare molto la pressione, e allora ho iniziato a controllare bene la dieta e sembra funzionare. C'era stato un sospetto di celiachia ma non mi hanno fatto approfondimenti, comunque non mangio cibi contenenti glutine perchè mi danno troppo fastidio, e il problema è risolto, almeno sotto quel punto di vista. Adesso la mia vita è di nuovo normale, di una normalità bellissima, anche se a volte il dolore torna a farmi visita. Però cerco di non cedere più alla paura. Faccio buon viso a cattivo gioco, vado a dormire un po' prima la sera, mangio più leggero e penso che tuttavia non è poi così male.
Nel frattempo ho imparato tante cose belle, ho imparato a non dare nulla per scontato, ad apprezzare ogni attimo, ogni sapore e ogni profumo, a rendermi conto di quanto sia speciale la nostra vita quotidiana. Di quanto sia bello poter prendere l'autobus. Poter girare liberamente nell'atrio della facoltà. Poter decidere di mangiare una fetta di torta fatta in casa e poi poter uscire e fare ciò che si aveva in programma. Potersi godere una giornata di sole e ridere, ridere con gli amici.
Ho imparato che non si deve mai rinunciare ai sogni e ai progetti, che bisogna lottare con tutte le proprie forze.
E che la grandezza dei problemi dipende spesso solo dalla prospettiva da cui noi guardiamo, a volte i problemi sono solo opportunità.
Ho imparato anche che è vietato giudicare il comportamento delle persone senza sapere cosa c'è dietro, anche se le persone sembrano serene e fortunate. Ci sono malattie subdole che non si fanno vedere, ma che sono tremendamente dolorose...allora prima di giudicare sarebbe opportuno capire.
Tutto è iniziato a marzo del 2010, poco dopo che avevo smesso di fumare (con questo non voglio affermare che ci sia una relazione tra i fatti, però il dubbio mi rimane). Pian piano ho iniziato a notare che dopo i pasti mi gonfiavo tantissimo. Seriamente, entravo in pizzeria "normale" e uscivo tipo donna incinta al settimo mese ed era molto imbarazzante. All'epoca il fastidio era più che altro estetico. Dopo l'estate ho fatto il test per le intolleranze alimentari. Non so ancora oggi se mi fido di quel test, ma in effetti ci sono cibi che mi distruggono e me ne rendo conto, hanno un effetto immediato e ingestibile.
Il test è stato una specie di conferma, e così ho eliminato dalla mia dieta il grano e il lievito, e all'inizio era tutto davvero incredibilmente difficile da gestire. Ma poi impariamo e ci adattiamo. In ogni caso dopo il test ho iniziato a seguire una alimentazione super sana, a dimagrire molto e...a stare davvero male. Se prima mi si gonfiava la pancia, ora avevo mal di stomaco molto spesso, e soprattutto dolori e "problemini" intestinali estremamente pesanti...e invalidanti. A novembre del 2010 credevo di avere l'appendicite.E inevece niente per fortuna, o purtroppo. Intanto i mesi passavano, gli impegni con l'università si facevano sempre più difficili da gestire a causa dei dolori, la vita sociale e il tempo libero iniziavano a diventare un miraggio. A volte stavo troppo male per uscire, altre volte non avevo neanche voglia. Mi stancavo talmente che non mi rimaneva la forza di divertirmi.
Poi è arrivato febbraio del 2011, e c'è stato un declino pazzesco. Sotto esami non sono riuscita ad alzarmi per 3 giorni dal letto a causa di quel dannato dolore simil-appendicite. Inoltre non riuscivo quasi più a mangiare, perchè subito dopo i pasti iniziava la staffetta alla toilette...così sono andata dal primo gastroenterologo, che mi ha letteralmente rigirata come un calzino: ho fatto esami del sangue di qualsiasi genere (e non solo del sangue), breath test per l'helicobacter e poi dei raggi in cui ho dovuto ingerire il bario e stare a farmi fotografare l'intestino per ore. Vi assicuro che andare in giro per ospedali fa sentire malati, anche quando non lo si è. Ma si entra in una specie di mentalità da malato, e tutto inizia a ruotare intorno al proprio malessere fisico, come se fosse un eterno presente senza prospettiva.
Tra l'altro il gastroenterologo non mi aveva detto su cosa faceva accertamenti, e io l'ho trovato da sola su internet, e mi è preso un infarto. Sospettava avessi una MICI, e non ho proprio voglia di spiegare cosa sia ma in rete ci sono molti siti in cui se ne parla. Sono malattie che ti porti dietro tutta la vita. Per fortuna dagli esami, e qui eravamo a maggio, non era uscito nulla. Me la sono cavata con delle pastiglie, un disinfettante gastroenterico e dei fermenti lattici. Dopo 3 giorni stavo benissimo. Dopo una settimana peggio di prima. Ma il medico era irreperibile in quel periodo e io ne avevo fin sopra i capelli.
Per fortuna una persona meravigliosa di nome Denise mi ha dato il nome di un medico estremamente competente.
Nel frattempo, in tutto questo ho seguito i laboratori obbligatori all'università, gli ultimi corsi per gli ultimi esami, ho fatto uno stage di ricerca per scrivere la tesi che prevedeva di andare scuole a somministrare test, ho fatto inserimenti di dati, incontri con la mia relatrice e le altre ragazze che seguivano lo stesso progetto, ricerche serali sui siti di articoli scientifici per trovare qualcosa di bello per la tesi, e questa è solo una piccola parte...non mi potevo arrendere, non potevo fermarmi, sentivo che se mi fossi fermata mi sarei ammalata davvero. Così mi aggiravo per l'università come un fantasma nella mia ampolla di paura e vedevo la realtà con un grande distacco, mentre tutti mi dicevano: "Come stai bene!" "Come sei dimagrita!" " Hai quasi finito? Come sei fortunata! Come ti invidio!" e non avevo neanche la forza di rabbrividire sentendo queste parole, ero piegata in due dal dolore e sorridevo. Sorridevo. Sorridevo perchè quando ero una ragazzina avevo perso il sorriso e non potevo permettermi di nuovo lo stesso errore, ora che il sorriso lo avevo eccome. Ma sorridere quando si è terrorizzati non è sempre facile.
Alla fine sono andata dal nuovo medico e mi sono trovata benissimo, è un uomo veramente competente, umano, gentile, empatico. Molto paterno.
Anche lui mi ha fatto rifare gli stessi esami ma purtroppo ne ho dovuto fare uno in più molto invasivo per escludere il sospetto iniziale, che pure lui aveva visti i miei maledetti sintomi. Ho sopportato quell'esame solo grazie alla dolcezza delle infermiere e a un ipnotico potentissimo che poi mi ha fatto dormire per più di di 14 ore di fila. Ricordo i giorni precedenti l'esame come in un sogno, come se parlassi di qualcuno che non sono io...per fortuna ho avuto in particolare due amiche meravigliose che mi sono state accanto, la mia famiglia e M., che mi hanno sopportato e supportato. Stare a digiuno per 24 ore (e questa è la parte meno pesante della preparazione), con tutte le paure del caso, non sarebbe possibile se non si fosse in un ambiente pieno d'amore.
L'idea di non poter fare più le cose di tutti i giorni mi uccideva, l'idea di stare così per sempre...era davvero insopportabile. Mi chiedevo come un uomo avrebbe potuto pensare di costruire un futuro con una persona come ero diventata io, mi chiedevo come avrei potuto lavorare normalmente, dopo 5 anni di studio, dopo tanta fatica, sacrifici e scelte difficili. Mi chiedevo quale futuro mi aspettava, dato che tutto dipendeva sempre dal mio mal di pancia.
Ma alla fine non c'era quello che sospettavano, e credo che averlo scoperto sia stato uno dei doni più grandi che mi abbiano mai fatto. Così hanno provato a curare la mia infiammazione all'ileo (cioè una porzione di intestino) ma le uniche pastiglie che potrei prendere mi fanno alzare molto la pressione, e allora ho iniziato a controllare bene la dieta e sembra funzionare. C'era stato un sospetto di celiachia ma non mi hanno fatto approfondimenti, comunque non mangio cibi contenenti glutine perchè mi danno troppo fastidio, e il problema è risolto, almeno sotto quel punto di vista. Adesso la mia vita è di nuovo normale, di una normalità bellissima, anche se a volte il dolore torna a farmi visita. Però cerco di non cedere più alla paura. Faccio buon viso a cattivo gioco, vado a dormire un po' prima la sera, mangio più leggero e penso che tuttavia non è poi così male.
Nel frattempo ho imparato tante cose belle, ho imparato a non dare nulla per scontato, ad apprezzare ogni attimo, ogni sapore e ogni profumo, a rendermi conto di quanto sia speciale la nostra vita quotidiana. Di quanto sia bello poter prendere l'autobus. Poter girare liberamente nell'atrio della facoltà. Poter decidere di mangiare una fetta di torta fatta in casa e poi poter uscire e fare ciò che si aveva in programma. Potersi godere una giornata di sole e ridere, ridere con gli amici.
Ho imparato che non si deve mai rinunciare ai sogni e ai progetti, che bisogna lottare con tutte le proprie forze.
E che la grandezza dei problemi dipende spesso solo dalla prospettiva da cui noi guardiamo, a volte i problemi sono solo opportunità.
Ho imparato anche che è vietato giudicare il comportamento delle persone senza sapere cosa c'è dietro, anche se le persone sembrano serene e fortunate. Ci sono malattie subdole che non si fanno vedere, ma che sono tremendamente dolorose...allora prima di giudicare sarebbe opportuno capire.
lunedì 5 marzo 2012
Ci si abitua proprio a tutto?
Stavo pensando che, mi pare, più ci si indigna, più si diventa impotenti.
Più si sanno cose che fanno arrabbiare, meno si reagisce...si parla, si impreca, si diventa annebbiati, ubriachi di notizie inutili che in qualche modo ci sconvolgono, ma non cambiano il modo in cui affrontiamo la vita di tutti i giorni. Diventiamo poco a poco più impotenti.
Ci si abitua a tutto.
Agli stipendi stellari dei politici.
A quelli che ci insultano mangiando grazie al nostro lavoro.
Alle immagini di violenza.
All'orrore che c'è nel mondo.
Alla fine ci si abitua a tutto, finchè si ha la pancia piena...
Prodotto perfetto di questa cultura, invece che urlare, scrivo qui i miei pensieri, su pagine che neanche esistono.
Più si sanno cose che fanno arrabbiare, meno si reagisce...si parla, si impreca, si diventa annebbiati, ubriachi di notizie inutili che in qualche modo ci sconvolgono, ma non cambiano il modo in cui affrontiamo la vita di tutti i giorni. Diventiamo poco a poco più impotenti.
Ci si abitua a tutto.
Agli stipendi stellari dei politici.
A quelli che ci insultano mangiando grazie al nostro lavoro.
Alle immagini di violenza.
All'orrore che c'è nel mondo.
Alla fine ci si abitua a tutto, finchè si ha la pancia piena...
Prodotto perfetto di questa cultura, invece che urlare, scrivo qui i miei pensieri, su pagine che neanche esistono.
domenica 4 marzo 2012
Torta della domenica sera...velocissima!
E' domenica sera: avevate un appuntamento con gli amici, ma poi, per un motivo o per l'altro, siete rimasti a casa...l'occasione è perfetta per preparare una torta velocissima, per addolcire l'inizio della settimana che, sappiamo bene, non è mai particolarmente dolce. Provate a coinvolgere anche il vostro malcapitato marito/compagno/fidanzato/amico del cuore e ci metterete anche la metà del tempo (ma attente a non lasciarli mai soli con la crema pasticcera!).
Partiamo con la ricetta
Ingredienti:
* per la base:
- 250 gr di biscotti secchi (io uso quelli di riso, ovviamente...)
- 100 gr di burro fuso
*per farcire
- crema pasticcera in busta
*per decorare
- frutta di stagione a piacere (io ho usato banane, kiwi, mandarini)
Se lo avete in casa utilizzate un gelificante per ricoprire la torta.
Fondete il burro a fiamma bassa. Sbriciolate i biscotti e aggiungete il burro fuso, lavorate bene per amalgamare e versate il composto in una terrina (o una teglia, se non avete di meglio) dal diametro di 24 cm circa e livellate con un cucchiaio. Io ho usato la teglia e foderato con carta da forno perchè non ha la cerniera. Riponete in frigo per 10 minuti per far solidificare la base.
Chiedete al vostro partner se gentilmente vi aiuta con la crema pasticcera...è facilissimo, basta leggere le istruzioni sul retro della busta ;)
A questo punto, sbucciate e tagliate la frutta.
Togliete dal frigo la base, versate sopra la crema pasticcera e riponete in frigo per altri 10 minuti.
Infine, aggiungete la frutta creando il decoro che più vi piace.
La torta è pronta!
Io ho messo anche il Tortagel, e in questo momento la torta riposa beatamente in frigo pronta per essere addentata domani mattina a colazione.
Buona settimana!
Partiamo con la ricetta
Ingredienti:
* per la base:
- 250 gr di biscotti secchi (io uso quelli di riso, ovviamente...)
- 100 gr di burro fuso
*per farcire
- crema pasticcera in busta
*per decorare
- frutta di stagione a piacere (io ho usato banane, kiwi, mandarini)
Se lo avete in casa utilizzate un gelificante per ricoprire la torta.
Fondete il burro a fiamma bassa. Sbriciolate i biscotti e aggiungete il burro fuso, lavorate bene per amalgamare e versate il composto in una terrina (o una teglia, se non avete di meglio) dal diametro di 24 cm circa e livellate con un cucchiaio. Io ho usato la teglia e foderato con carta da forno perchè non ha la cerniera. Riponete in frigo per 10 minuti per far solidificare la base.
Chiedete al vostro partner se gentilmente vi aiuta con la crema pasticcera...è facilissimo, basta leggere le istruzioni sul retro della busta ;)
A questo punto, sbucciate e tagliate la frutta.
Togliete dal frigo la base, versate sopra la crema pasticcera e riponete in frigo per altri 10 minuti.
Infine, aggiungete la frutta creando il decoro che più vi piace.
La torta è pronta!
Io ho messo anche il Tortagel, e in questo momento la torta riposa beatamente in frigo pronta per essere addentata domani mattina a colazione.
Buona settimana!
sabato 3 marzo 2012
Tutti possiamo essere utili
Fare la differenziata secondo me è un ottimo modo per dare un piccolo contributo e cercare di cambiare attivamente le cose: cambiare le proprie abitudini seppure per qualcosa di così facile e veloce è un toccasana per l'ambiente e anche per la nostra mente. Ci sono quelli che dicono "Che palle!", però a pensarci bene lo sforzo è davvero minimo e l'utilità del gesto è grande...specie se ognuno di noi lo compie!
Ecco qui una guida veloce veloce a come fare la differenziata a Genova, presa direttamente del sito dell'Amiu:
Puoi introdurre nel contenitore bianco:
- Carta e cartoncino di ogni dimensione
- Giornali, riviste e opuscoli pubblicitari non plastificati
- Libri e quaderni
- Carta per usi grafici, da disegno e per fotocopie
- Cartone per bevande (es. tetrapak per latte, succhi di frutta, panna);
- Sacchetti di carta
- Scatole e imballaggi in carta e cartoncino, carta da pacchi
- Imballaggi in cartone ondulato di qualsiasi forma o misura
Puoi introdurre nel contenitore verde:
- Bottiglie e bicchieri
- Vasetti, barattoli e contenitori di vetro di qualsiasi colore, senza tappo
Puoi introdurre nel contenitore giallo:
- Bottiglie e flaconi di plastica per acqua, bibite e prodotti alimentari
- Vasetti per prodotti alimentari (es. yogurt, dessert, ecc.), confezioni e vaschette in plastica per alimenti
- Confezioni in plastica per uova ed altri imballaggi in plastica sagomata (es. pile, spazzolini da denti)
- Buste e sacchetti in plastica per prodotti alimentari (pasta, pane, cracker, surgelati, ecc.), reti per frutta e verdura
- Flaconi per detersivi e detergenti per la casa, flaconi e dispenser per l’igiene personale e la cosmetica
- Vaschette e vassoi in polistirolo (per frutta, verdura, carne), imballaggi di piccoli elettrodomestici in polistirolo
- Lattine per bevande e per olio
- Fogli di alluminio da cucina, involucri per cioccolato e coperchi degli yogurt
- Scatolette in banda stagnata per alimenti (es. pelati, carne, tonno, legumi, cibo per animali)
- Vaschette e contenitori in alluminio per la conservazione e il congelamento dei cibi bombolette spray per deodoranti, lacche per capelli o panna montata
- Barattoli e scatole in metallo per biscotti, cioccolatini, liquori
- Tubetti per conserve, creme e cosmetici
- Tubetti per dentifricio.
Questa è la parte più interessante perchè si tratta dei rifiuti che possono essere divisi a casa, ma nel volantino dell'Amiu ci sono molte più informazioni, anche su cosa NON buttare nei contenitori.
Ecco di seguito il link per chi è interessato a leggere (e magari stampare) il volantino completo: Pdf differenziata . Enjoy!
PS: in molti negozi vendono contenitori già pronti per fare la differenziata a casa, a prezzi anche molto bassi: sono molto convenienti, utili e facilitano la divisione dei rifiuti!
Ecco qui una guida veloce veloce a come fare la differenziata a Genova, presa direttamente del sito dell'Amiu:
Puoi introdurre nel contenitore bianco:
- Carta e cartoncino di ogni dimensione
- Giornali, riviste e opuscoli pubblicitari non plastificati
- Libri e quaderni
- Carta per usi grafici, da disegno e per fotocopie
- Cartone per bevande (es. tetrapak per latte, succhi di frutta, panna);
- Sacchetti di carta
- Scatole e imballaggi in carta e cartoncino, carta da pacchi
- Imballaggi in cartone ondulato di qualsiasi forma o misura
Puoi introdurre nel contenitore verde:
- Bottiglie e bicchieri
- Vasetti, barattoli e contenitori di vetro di qualsiasi colore, senza tappo
Puoi introdurre nel contenitore giallo:
- Bottiglie e flaconi di plastica per acqua, bibite e prodotti alimentari
- Vasetti per prodotti alimentari (es. yogurt, dessert, ecc.), confezioni e vaschette in plastica per alimenti
- Confezioni in plastica per uova ed altri imballaggi in plastica sagomata (es. pile, spazzolini da denti)
- Buste e sacchetti in plastica per prodotti alimentari (pasta, pane, cracker, surgelati, ecc.), reti per frutta e verdura
- Flaconi per detersivi e detergenti per la casa, flaconi e dispenser per l’igiene personale e la cosmetica
- Vaschette e vassoi in polistirolo (per frutta, verdura, carne), imballaggi di piccoli elettrodomestici in polistirolo
- Lattine per bevande e per olio
- Fogli di alluminio da cucina, involucri per cioccolato e coperchi degli yogurt
- Scatolette in banda stagnata per alimenti (es. pelati, carne, tonno, legumi, cibo per animali)
- Vaschette e contenitori in alluminio per la conservazione e il congelamento dei cibi bombolette spray per deodoranti, lacche per capelli o panna montata
- Barattoli e scatole in metallo per biscotti, cioccolatini, liquori
- Tubetti per conserve, creme e cosmetici
- Tubetti per dentifricio.
Questa è la parte più interessante perchè si tratta dei rifiuti che possono essere divisi a casa, ma nel volantino dell'Amiu ci sono molte più informazioni, anche su cosa NON buttare nei contenitori.
Ecco di seguito il link per chi è interessato a leggere (e magari stampare) il volantino completo: Pdf differenziata . Enjoy!
PS: in molti negozi vendono contenitori già pronti per fare la differenziata a casa, a prezzi anche molto bassi: sono molto convenienti, utili e facilitano la divisione dei rifiuti!
venerdì 2 marzo 2012
La torta della colazione
Dato che da circa un anno e mezzo non posso più mangiare nulla che contenga farina di grano, molto spesso devo arrangiarmi per avere qualcosa di buono da mangiare che però non mi faccia male.
In realtà questo non mi pesa perchè ho sempre amato cucinare e fare dolci mi rilassa e mi dà grande soddisfazione...rende felice me e gli altri!
Allora ecco una ricetta che va bene per tutti, intolleranti al grano e non, e anche per celiaci perchè non contiene glutine, ma è ottima e molto golosa. Ho preso la ricetta in rete e l'ho modificata per adattarla alle mie esigenze.
Ingredienti:
160 gr di zucchero
160 gr di farina di riso
160 gr di burro fuso
4 banane
1/2 bustina di lievito (potete usare quello chimico classico per dolci, oppure il cremor tartaro che è biologico, però in quel caso occhio alla dose perchè è diversa, quindi seguite le indicazioni sulla confezione)
4 tuorli.
Mettere sul fuoco il burro per fonderlo per avrlo pronto quando dovrete unirlo all'impasto. Unite i tuorli allo zucchero e mescolate fino ad ottenere una crema chiara e spumosa. Potete usare uno sbattitore elettrico, che da ottimi risultati. Aggiungete il burro, la farina di riso, il lievito e le banane che avrete precedentemente tagliato a rondelle. Mettete in forno a 180° per 20/30 minuti circa, comunque controllate sempre con lo stecchino per vedere se è cotta. Il mio forno non funziona molto bene e disperde un po' il calore quindi ho dovuto tenerla molto più a lungo.
Per aggiungere un tocco goloso, potete fare una glassa di cioccolato fondente per ricoprirla: banane e cioccolato è un accostamento molto azzeccato, secondo me. Io ho messo dello zucchero a velo per mantenermi leggera!
(Ho trovato la ricetta originale al seguente link Torta alle banane )
giovedì 1 marzo 2012
A scuola dai bambini
Ho scelto di specializzarmi nell'ambito dei disturbi di apprendimento per tanti motivi, primo fra tutti il fatto che, quando si è bambini, si passa a scuola la maggior parte del tempo; a scuola si deve stare per un numero di anni sempre crescente ed è lì che si forma la persona, non solo a livello di conoscenze più o meno approfondite. Ci vuole una grande passione per lavorare con i bambini, e una grande energia. Il fatto che un trattamento riabilitativo funzioni può cambiare la vita di un individuo...
E così ho scelto un tirocinio che mi permettesse di stare a contatto con tutto questo, e sto imparando tanto, più di quanto mi aspettassi.
Ho fatto tanti screening (magari più avanti spiegherò cos'è lo screening), durante i quali sono venuta a contatto con un numero notevole di bambini, seppure li abbia visti per un tempo piuttosto breve, alcuni solo per pochi minuti...giusto il tempo di leggere un brano.
Eppure loro sono quelli da cui ho imparato di più.
Mi hanno accolta nelle loro classi e mi hanno regalato abbracci e sorrisi.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è successa ieri: una bambina di seconda elementare (ops! Primaria, ma come non mi piace chiamarla così!) mi ha regalato un foglio dove mi ha descritto accuratamente tutta la sua famiglia: i genitori, i fratelli, i nonni e le zie...due paginette fitte fitte in cui lei, senza avermi mai conosciuta, mi ha dedicato il suo tempo, il suo meraviglioso, prezioso tempo di bambina, così...per farmi un regalo. "Questo è per te!" mi ha detto con un sorrisone vivace.
E' stato così che ho capito che prima o poi noi adulti dovremo tornare a scuola dai bambini, perchè abbiamo tanto, tanto da imparare.
E così ho scelto un tirocinio che mi permettesse di stare a contatto con tutto questo, e sto imparando tanto, più di quanto mi aspettassi.
Ho fatto tanti screening (magari più avanti spiegherò cos'è lo screening), durante i quali sono venuta a contatto con un numero notevole di bambini, seppure li abbia visti per un tempo piuttosto breve, alcuni solo per pochi minuti...giusto il tempo di leggere un brano.
Eppure loro sono quelli da cui ho imparato di più.
Mi hanno accolta nelle loro classi e mi hanno regalato abbracci e sorrisi.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è successa ieri: una bambina di seconda elementare (ops! Primaria, ma come non mi piace chiamarla così!) mi ha regalato un foglio dove mi ha descritto accuratamente tutta la sua famiglia: i genitori, i fratelli, i nonni e le zie...due paginette fitte fitte in cui lei, senza avermi mai conosciuta, mi ha dedicato il suo tempo, il suo meraviglioso, prezioso tempo di bambina, così...per farmi un regalo. "Questo è per te!" mi ha detto con un sorrisone vivace.
E' stato così che ho capito che prima o poi noi adulti dovremo tornare a scuola dai bambini, perchè abbiamo tanto, tanto da imparare.
Il titolo del primo post non è mai facile!
E così, dopo molto tempo, torno a scrivere.
Immagino questo blog come una sorta di esperimento, ma anche come un diario virtuale, e un modo di esprimere i miei pensieri e le mie esperienze...la voglia di condividere è tanta, ma spesso ho come l'impressione che siamo isolati più che mai. E allora proviamo a mettere tutto nero su bianco!
Immagino questo blog come una sorta di esperimento, ma anche come un diario virtuale, e un modo di esprimere i miei pensieri e le mie esperienze...la voglia di condividere è tanta, ma spesso ho come l'impressione che siamo isolati più che mai. E allora proviamo a mettere tutto nero su bianco!
Iscriviti a:
Commenti (Atom)




















