Sono una fan delle torte salate, sono così golose e versatili! Questa la trovo perfetta sia da mangiare a cena, sia da portare a un aperitivo con gli amici, magari in spiaggia...la stagione si presta e la torta in questione è ottima servita sia tiepida che fresca.
Ingredienti:
2 tuorli
200 ml di panna da cucina
2 etti di prosciutto cotto
300 gr di pisellini fini
mezzo scalogno
1 confezione di pasta briseè
sale
Fate soffriggere lo scalogno a fuoco basso, quando è dorato aggiungete i piselli e il prosciutto tagliato a listelle. Lasciate cuocere per una decina di minuti. Se usate i piselli surgelati fateli bollire prima. Io però preferisco quelli in scatola.
Unite la panna ai tuorli in una terrina; lasciate raffreddare per 5 minuti i piselli e il prosciutto, dopodichè versateli nella terrina. Regolate di sale e volendo aggiungete anche pepe ed erba cipollina.
Stendete la pasta briseè su una teglia di 18 - 20 cm di diametro e fate cuocere in forno a 180° per 20 minuti, poi per 10 minuti con il calore solo sotto.
Ricetta velocissima e squisita!
Le pagine di Simy
Pensieri e parole di una donna che ha scoperto che la felicità non è la meta, ma l'intero cammino.
sabato 16 giugno 2012
martedì 22 maggio 2012
C'era una volta l'alluvione.
Il terremoto emiliano mi ha riportato alla mente l'alluvione che ha colpito Genova lo scorso novembre, con tutte le sue conseguenze tragiche, che conosciamo bene.
Eppure, credo che in quell'occasione sia successo qualcosa di meraviglioso: le persone si sono unite, sono scese nelle strade per essere solidali con chi era stato colpito, senza chiedere nulla in cambio, perchè il vero guadagno era la rinascita della città; tutti insieme eravamo finiti nel fango e tutti insieme ne siamo usciti.
Mi ricordo di quel pomeriggio in cui sono partita di casa con i miei scarponcini da montagna, una vecchia felpa e un paio di jeans sgualciti che non usavo da tempo. Sono uscita e sono andata a cercare un posto dove ci fosse bisogno di me. Bastava tendere una mano, chiedere "Avete bisogno qui?" e detto fatto ti trovavi una pala in mano e potevi inziare a fare qualcosa, qualcosa di forte e concreto.
Ho imparato tanto in quei giorni, perchè c'era lavolontà di tirarsi su e di non piegarsi alle circostanze, perchè tutti insieme ce la potevamo fare. Alcuni sono rimasti a casa a lamentarsi, tanti si sono messi a disposizione della collettività e hanno risolto il problema. In pochi giorni Genova, seppure ancora immersa nel dolore, brillava più di prima. Cento chili per un uomo solo sono molto pesanti, ma per cento uomini sono leggerissimi, da portare...
E' curioso che siano passati più di sei mesi e il sottopassaggio di Piazza della Vittoria, l'unico che non è stato reso accessibile alla cittadinanza per essere pulito, sia tutt'ora inagibile. E' curioso perchè il comune ha (avrebbe?) gli strumenti per rimettere tutto a posto in brevissimo tempo. Questo non vi fa pensare?
Eppure, credo che in quell'occasione sia successo qualcosa di meraviglioso: le persone si sono unite, sono scese nelle strade per essere solidali con chi era stato colpito, senza chiedere nulla in cambio, perchè il vero guadagno era la rinascita della città; tutti insieme eravamo finiti nel fango e tutti insieme ne siamo usciti.
Mi ricordo di quel pomeriggio in cui sono partita di casa con i miei scarponcini da montagna, una vecchia felpa e un paio di jeans sgualciti che non usavo da tempo. Sono uscita e sono andata a cercare un posto dove ci fosse bisogno di me. Bastava tendere una mano, chiedere "Avete bisogno qui?" e detto fatto ti trovavi una pala in mano e potevi inziare a fare qualcosa, qualcosa di forte e concreto.
Ho imparato tanto in quei giorni, perchè c'era lavolontà di tirarsi su e di non piegarsi alle circostanze, perchè tutti insieme ce la potevamo fare. Alcuni sono rimasti a casa a lamentarsi, tanti si sono messi a disposizione della collettività e hanno risolto il problema. In pochi giorni Genova, seppure ancora immersa nel dolore, brillava più di prima. Cento chili per un uomo solo sono molto pesanti, ma per cento uomini sono leggerissimi, da portare...
E' curioso che siano passati più di sei mesi e il sottopassaggio di Piazza della Vittoria, l'unico che non è stato reso accessibile alla cittadinanza per essere pulito, sia tutt'ora inagibile. E' curioso perchè il comune ha (avrebbe?) gli strumenti per rimettere tutto a posto in brevissimo tempo. Questo non vi fa pensare?
martedì 27 marzo 2012
Riflessioni a margine
Ieri avevo un incontro con le maestre di una scuola d'infanzia dove abbiamo fatto lo screening e sono uscite alcune considerazioni interessanti: pare che il modo di apprendere dei bambini sia cambiato o comunque fanno molta difficoltà in cose che per noi erano scontate e semplici, ad esempio colorare. Si annoiano, e dalle elementari hanno bisogno di molti stimoli, molto prbabilmente perchè sono abituati a giocare al DS, alla Play e così via. Ma questo, al di là dell'apprendimento scolastico, che implicazioni ha? I giochi di "ieri" ci preparavano ai ruoli futuri, tant'è vero che oggi vediamo un sacco di "Barbie" in carne ed ossa, poichè il modello dell'infanzia è stato quello. Del resto negli anni '80, mentre le donne faticosamente cercavano di affermarsi, le Barbie avevano mille ruoli diverse...come siamo noi oggi.
Ma i videogiochi? Mantengono l'attenzione tramite stimoli che passano attraverso diversi canali (uditivo, visivo, tattile) e hanno un ritmo molto elevato, veloce, adrenalinico. Preparano a che cosa? Preparano a una vita priva di ritmi scelti dall'individuo, ritmi imposti dall'esterno, pieni di suoni, voci, colori, il tutto estremamente caotico e sfidante. Purtroppo temo che questi futuri adulti perderanno il gusto della lentezza, del prendersi il proprio tempo, del riconoscere il proprio tempo. Ricordo che io passavo ore a disegnare (ma io sono sempre stata piuttosto tranquilla per carattere)....era meraviglioso. E oggi mi gusto il mio ritmo e la mia lentezza, forse sono una dei pochi, non so. Sarebbe bello riuscire a passare questo, ai bambini.
Ma i videogiochi? Mantengono l'attenzione tramite stimoli che passano attraverso diversi canali (uditivo, visivo, tattile) e hanno un ritmo molto elevato, veloce, adrenalinico. Preparano a che cosa? Preparano a una vita priva di ritmi scelti dall'individuo, ritmi imposti dall'esterno, pieni di suoni, voci, colori, il tutto estremamente caotico e sfidante. Purtroppo temo che questi futuri adulti perderanno il gusto della lentezza, del prendersi il proprio tempo, del riconoscere il proprio tempo. Ricordo che io passavo ore a disegnare (ma io sono sempre stata piuttosto tranquilla per carattere)....era meraviglioso. E oggi mi gusto il mio ritmo e la mia lentezza, forse sono una dei pochi, non so. Sarebbe bello riuscire a passare questo, ai bambini.
martedì 20 marzo 2012
Sull'Esame di Stato
Alla fine ho ceduto, e per l'EdS ho comprato il Moderato-Rovetto. L'ho sfogliato e ho già iniziato a leggerlo, mi sembra veramente ben fatto. Non credo che prenderò anche la parte sulla pratica, già il prezzo del primo volume non è proprio basso...in ogni caso, d'ora in poi le mappe si baseranno su questo testo.
Mi auguro che possa essere utile a chiunque dovrà affrontare L'EdS!
Mi auguro che possa essere utile a chiunque dovrà affrontare L'EdS!
domenica 18 marzo 2012
Muffin al profumo di arancia
"Domani è lunedì! Con cosa farò colazione questa settimana?" Ecco il mio classico dilemma della domenica sera. Ed allora ecco qui una ricetta nuova nuova e riadattata per le mie esigenze (la ricetta è gluten-free).
Ingredienti:
200 gr di zucchero
380 gr di farina di riso
250 ml di latte ad alta digeribilità
2 uova intere e un tuorlo
180 gr di burro
La buccia grattugiata di un'arancia
Un pizzico di sale
Un pizzico di bicarbonato
12 gr di lievito bio di cremor tartaro
Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e quando sarà molto morbido mescolatelo con lo zucchero, usando uno sbattitore elettrico per aiutarvi.
La crema ottenuta deve essere morbidissima e bianca. Grattugiate la buccia di un'arancia profumata e continuate a mescolare.
Aggiungete il pizzico di sale e continuate a mescolare. A questo punto in un contenitore separato mescolate le uova con il latte e poi unite lentamente al composto di zucchero e burro.
Setacciate la farina e aggiungetela sempre mescolando, e infine incorporate il lievito e il bicarbonato. L'impasto dovrà essere molto gonfio e liscio.
Ora prendete lo stampo per i muffin (se lo avete) e inserite e i pirottini oppure fate come me e usate una teglia, con i pirottini ben adiacenti l'uno all'altro in modo che i muffin rimangano comunque al loro interno senza debordare quando lievitano: l'effetto estetico non è lo stesso, ovviamente usando lo stampo vengono molto più belli, ma a me va bene anche così! Aiutatevi con un cucchiaio per riempire i pirottini. Io ho messo circa due cucchiai di impasto per ogni pirottino.
Infornate a 180° per 20-25 minuti e quando saranno pronti lasciateli ancora 5 minuti in forno a sportello aperto.
Ed eccoli qui pronti, se avessi lo stampo sarebbero proprio perfetti!
Buona colazione del lunedì e buona settimana a tutti!
(QUI potete trovare la ricetta originale alla quale mi sono ispirata)
Ingredienti:
200 gr di zucchero
380 gr di farina di riso
250 ml di latte ad alta digeribilità
2 uova intere e un tuorlo
180 gr di burro
La buccia grattugiata di un'arancia
Un pizzico di sale
Un pizzico di bicarbonato
12 gr di lievito bio di cremor tartaro
Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e quando sarà molto morbido mescolatelo con lo zucchero, usando uno sbattitore elettrico per aiutarvi.
La crema ottenuta deve essere morbidissima e bianca. Grattugiate la buccia di un'arancia profumata e continuate a mescolare.
Aggiungete il pizzico di sale e continuate a mescolare. A questo punto in un contenitore separato mescolate le uova con il latte e poi unite lentamente al composto di zucchero e burro.
Setacciate la farina e aggiungetela sempre mescolando, e infine incorporate il lievito e il bicarbonato. L'impasto dovrà essere molto gonfio e liscio.
Ora prendete lo stampo per i muffin (se lo avete) e inserite e i pirottini oppure fate come me e usate una teglia, con i pirottini ben adiacenti l'uno all'altro in modo che i muffin rimangano comunque al loro interno senza debordare quando lievitano: l'effetto estetico non è lo stesso, ovviamente usando lo stampo vengono molto più belli, ma a me va bene anche così! Aiutatevi con un cucchiaio per riempire i pirottini. Io ho messo circa due cucchiai di impasto per ogni pirottino.
Infornate a 180° per 20-25 minuti e quando saranno pronti lasciateli ancora 5 minuti in forno a sportello aperto.
Ed eccoli qui pronti, se avessi lo stampo sarebbero proprio perfetti!
Buona colazione del lunedì e buona settimana a tutti!
(QUI potete trovare la ricetta originale alla quale mi sono ispirata)
venerdì 16 marzo 2012
Maestra della scuola d'infanzia o maestra di vita?
Ieri facevo una restituzione degli screening con la mia responsabile del tirocinio in una scuola di infanzia.
In breve, alla restituzione si segnalano alle maestre quei bambini che hanno problemi dell'area metafonologica (cioè saper fare le rime, riconoscere i suoni e distinguerli, saper sillabare, tutti requisiti fondamentali per imparare a leggere) e nell'area visuospaziale e grafica ( si indaga ad esempio come il bambino impugna i colori per capire come se la caverà con la scrittura e si valuta la gestione dello spazio e la capacità di copiare). Di solito ci si concentra sui bambini potenzialmente a rischio, anche perchè lo screeening si fa proprio per questo così da pianificare interventi in modo da recuperare la difficoltà o iniziare ad arginare il potenziale disturbo.
Ieri però abbiamo anche parlato di un bambino molto brillante con la maestra di cui sopra, ci ha raccontato che il bimbo in questione a volte si annoia e si stufa e se la prende con lei, le dice che la odia e non la sopporta. Così lei mantiene la calma, lo guarda e gli dice: "Io invece ti voglio bene". Lui sbuffa un po'. Poi sorride, la abbraccia e le dice: "Scherzavo, ti voglio bene anch'io!"
Ecco, quella donna è una maestra di vita.
In breve, alla restituzione si segnalano alle maestre quei bambini che hanno problemi dell'area metafonologica (cioè saper fare le rime, riconoscere i suoni e distinguerli, saper sillabare, tutti requisiti fondamentali per imparare a leggere) e nell'area visuospaziale e grafica ( si indaga ad esempio come il bambino impugna i colori per capire come se la caverà con la scrittura e si valuta la gestione dello spazio e la capacità di copiare). Di solito ci si concentra sui bambini potenzialmente a rischio, anche perchè lo screeening si fa proprio per questo così da pianificare interventi in modo da recuperare la difficoltà o iniziare ad arginare il potenziale disturbo.
Ieri però abbiamo anche parlato di un bambino molto brillante con la maestra di cui sopra, ci ha raccontato che il bimbo in questione a volte si annoia e si stufa e se la prende con lei, le dice che la odia e non la sopporta. Così lei mantiene la calma, lo guarda e gli dice: "Io invece ti voglio bene". Lui sbuffa un po'. Poi sorride, la abbraccia e le dice: "Scherzavo, ti voglio bene anch'io!"
Ecco, quella donna è una maestra di vita.
mercoledì 14 marzo 2012
Amicizie...come stelle comete
Amicizie che passano lungo la strada della tua vita e lasciano il segno. Purtroppo poi capita di doversi separare, ma non sempre per motivi negativi, e questa è una cosa buona. Accetti più facilmente una separazione se sai che dall'altra parte la persona ne gioverà.
A volte si incontrano persone che hanno un valore inestimabile, che riescono a insegnarti qualcosa sempre, in ogni situazione. Che migliorano la tua mente, e il modo in cui guardi il mondo. Lo fanno in modo spontaneo, senza chiedere nulla in cambio. Ma sono persone rare.
A me è capitato di incontrare un'amica così, all'università. Abbiamo condiviso tanti esami, tante pause caffè, tanti momenti di studio e svago, ci siamo sostenute e divertite, ed è nato un grande affetto e un grande legame. Abbiamo condiviso una passione per lo studio compresa da pochi, credo. Una persona talmente genuina e dalla mente così brillante... difficile non sentirne la mancanza nella vita di tutti i giorni.
Le nostre strade si sono divise prima della fine dell'università e sono felice che lei abbia fatto determinate scelte, perchè in questa città non avrebbe trovato di sicuro ciò che merita. A volte penso che comunque ci saremmo viste meno anche solo per gli impegni del tirocinio. Allora mi piace ripensare a tutte le cose belle che abbiamo condiviso. Mi piace anche pensare che un giorno potremo di nuovo condividere la strada, chissà...a volte la vita ti fa sorprese che non ti aspetti!
A volte si incontrano persone che hanno un valore inestimabile, che riescono a insegnarti qualcosa sempre, in ogni situazione. Che migliorano la tua mente, e il modo in cui guardi il mondo. Lo fanno in modo spontaneo, senza chiedere nulla in cambio. Ma sono persone rare.
A me è capitato di incontrare un'amica così, all'università. Abbiamo condiviso tanti esami, tante pause caffè, tanti momenti di studio e svago, ci siamo sostenute e divertite, ed è nato un grande affetto e un grande legame. Abbiamo condiviso una passione per lo studio compresa da pochi, credo. Una persona talmente genuina e dalla mente così brillante... difficile non sentirne la mancanza nella vita di tutti i giorni.
Le nostre strade si sono divise prima della fine dell'università e sono felice che lei abbia fatto determinate scelte, perchè in questa città non avrebbe trovato di sicuro ciò che merita. A volte penso che comunque ci saremmo viste meno anche solo per gli impegni del tirocinio. Allora mi piace ripensare a tutte le cose belle che abbiamo condiviso. Mi piace anche pensare che un giorno potremo di nuovo condividere la strada, chissà...a volte la vita ti fa sorprese che non ti aspetti!
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